Cervara delle scale
[Tre frammenti dell’audiospettacolo accompagnato da immagini in slideshow]
Dialoghi, finale, adattamento e regia: Irina Barancheeva Tornello
Coordinatore del progetto: Giuseppe Di Vico
Narratore: Angelo Blasetti
Irino: Marco Della Valle
Marionda: Alessandra Sole
Hartur: Elia Celetti
Giuliano: Davide Cirobelli
Adattamento dei brani vocali: Raimundo Pereira Martinez
Tecnici del Suono: Giuseppe Di Vico [CiNESpOt-Produzioni] - Raffaele Sena [Tracce Sonore Studio]
Elaborazioni audio ed effetti sonori: Alessio Camaioni [Eliografica]
Lo slideshow è stato realizzato da Alessio Camaioni e Mery Servellon Valdivia [Eliografica]
In copertina: Mario Tornello “Per un rituale”, 1989
Inserto: Giuliano Gentile “Cervara delle Scale”
“...L’ingresso al castello in festa di ogni famiglia attraverso il ponte levatoio venne cadenzato da un annuncio verbale ad alta voce sorretto da squilli di tromba che conferivano una certa solennità all’evento.
I due principi, padre e figlio, al centro del cortile su una pedana, paludati delle vesti preziose ed appariscenti accoglievano gli ospiti con la dignità del loro blasone e con le felicitazioni più vive. Gli abbracci che suggellavano antichi legami di amicizia furono tanti.
L’indomani dell’arrivo degli ultimi ospiti, ossia il 19 maggio, fu dato ufficialmente inizio a quel festino mirante a rinsaldare antichi rapporti.
Ma avvenne un fatto stranissimo che Irino ravvisò con viva trepidazione. Un brivido, infatti, lo percorse quando si presentò ai due padroni per il saluto dell’incontro, la famiglia del principe Torrielli di San Cataldo composta dal padre titolare con tre figli, due maschi e una leggiadra fanciulla nelle cui sembianze Irino aveva riconosciuto con emozione l’incarnazione della sua ossessiva figura dipinta.
Erano stati colti da una chiara, reciproca attrazione. Immagine “Cervara delle scale1”
La visione di quella giovane donna avvolta in preziose vesti occupò totalmente la mente di Irino che quasi non riusciva a concertare la degna accoglienza degli altri ospiti. Quella figura femminile apparsa tanto prepotentemente nelle sue oniriche pitture gli si era concretizzata.
Quella dolce figura, che si chiamava Marionda Torrielli ed apparteneva ad una antica e ricca famiglia perugina, produsse in Irino uno sbandamento mentale tale da non riuscire più a coordinare le proprie azioni: pensò, però, che il suo stato d’animo sarebbe, presto, scomparso con l’attivarsi della festa.
Cercò in ogni modo di guadagnarsi la simpatia di Marionda con la grazia affettata che lo distingueva mentre sentiva germogliare in sé i più teneri sentimenti nei suoi confronti.
Il giovane principe aveva percepito dentro di sé una carica di tenerezza, a lui stesso sconosciuta ed i sentimenti che ne derivarono riuscì ad esternare durante una visita che compirono alla torre centrale del castello.
L’atmosfera rilassante della sera e il vago profumo delle erbe d’intorno contribuirono ad accrescere quel sentimento che cominciava ad albergare nel cuore di Irino.
Se ne convinse dopo tre giorni di assidua corte alla giovane che l’aveva accolta con il ritegno di classe mentre in Irino sbocciava, improvviso, un alto sentimento d’amore…”
Mario Tornello “Cervara delle Scale”